Ci sono alcuni alberi che trasmettono qualcosa di più, alberi che hanno visto passare centinaia di inverni e la storia sotto di loro.
Uno di questi è il noce secolare del santuario di San Benedetto in val Perlana, nei monti sopra Lenno.
Si tratta di un albero molto vecchio, nelle prime documentazioni fotografiche di inizio 900’ risulta già essere
presente e con una dimensione molto simile a quella attuale. Questo ci fa pensare che possa essere stato
messo a dimora in un epoca molto lontana da noi.
Quando veniamo contattatati per gestire alberi di questo valore avvertiamo un forte senso di responsabilità.
Sono alberi senescenti, con un equilibrio energetico molto delicato, per questo è necessario
intervenire con grande accortezza. Abbiamo avuto la fortuna di confrontarci con una clientela
estremamente attenta al proprio patrimonio arboreo, che ha condiviso il nostro approccio lavorativo.
Abbiamo eseguito l’intervento in una tiepida giornata di fine inverno, prima della ripresa vegetativa dell’albero.
La location è molto particolare, innanzitutto per le difficoltà di accesso, infatti è possibile raggiungere il santuario
solo tramite una vecchia mulattiera salibile con dei piccoli 4×4 e 20 minuti di cammino lungo sentiero.
Raggiunto l’albero abbiamo iniziato le operazioni di lavoro, ovviamente sfruttando la tecnica del tree-climbing.
L’intervento è consistito in una potatura di rimozione delle porzioni secche o fortemente
deperienti ed i alleggerimento di alcune branche che presentavano di difetti strutturali.
Siamo onorati di aver potuto accudire questo pezza di storia, nella speranza che negli anni a venire ci sarà
ancora questa attenzione nei suoi confronti gli auguriamo di resistere per molti altri anni e offrire la sua
ombra ai pellegrini che visiteranno il santuario.
https://www.instagram.com/p/CN2wY5GBhM8/?igshid=YmMyMTA2M2Y%3D
A questo link trovate il video del lavoro svolto sul noce del santuario di San Benedetto in val Perlana
Emanuele Capelli

Questa fotografia è stata scattata nel 1997
quando Emanuele esplorava i boschi di Lenno.